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Personal branding secondo Sebastiano Zanolli

Manca poco al 12 Ottobre, quando in occasione del #GEF2018, il manager, scrittore e formatore Sebastiano Zanolli terrà un interessante corso dedicato a imprenditori, manager e liberi professionisti.

Ci parlerà di cosa significa fare marketing oggi, di quali caratteristiche sono necessarie per avere successo in questo mercato così veloce e incerto. Per questo riportiamo una bellissima intervista in cui Sebastiano spiega in parole molto semplici il concetto di personal branding.

“A parlare di Personal branding ultimamente non sbagli mai.

Esiste un fiorire di corsi, convegni, webinar dove, a volte con successo a volte meno, si insegna come distinguersi per non estinguersi.

Si discute di come applicare alla promozione della persona alcune tecniche di marketing che fino a ieri sembravano appannaggio solo dei marchi aziendali.

 

Non lo nego, il tema mi appassiona parecchio: è uno di quei fenomeni che caratterizza un’epoca e che ci apre un universo di possibilità.

 

La competitività dei mercati e tra gli individui è un’onda crescente, che magari può non piacere, ma resta un dato di fatto.

Imprenditore e dipendente non sono mai stati così simili, così esposti ai medesimi pericoli e alle medesime occasioni.

Non riconoscere la necessità di considerare se stessi come una attività imprenditoriale, che raggruppa in un unico individuo l’amministratore delegato, il direttore marketing e tutte le altre funzioni aziendali, è un segno di miopia, e non resterà senza conseguenze, se si vuole partecipare al grande gioco del mercato.

Che poi è il gioco del vendere soluzioni. Tutti siamo venditori, ed il bello è che non è uno slogan, ma una foto del momento.

 

Bene, il personal branding è la capacità di vendere se stessi e le soluzioni che si propongono.

Avere delle soluzioni è però il requisito minimo, perché altrimenti non si dura sul mercato trasparente dei nostri giorni.

La capacità di promuoversi è quel “di più” che ci tira fuori dalla mischia.

Non esiste nessuna tecnica di personal branding che funzioni se non si rispetta il patto di fiducia con il fruitore dei tuoi beni e servizi.

In parole povere, puoi promuoverti quanto bene vuoi, ma se non mantieni, o meglio ancora, se non sorpassi la consegna del valore promesso, il personal branding diventa solo una bella cravatta.

Un vezzo che nei bei tempi della domanda infinita rendeva tutti venditori, ma che nell’era della domanda in discesa diventa un indizio che al cliente sospettoso fa pensare: “Bella cravatta, ma non è che ti serve perché non sai mostrarmi cosa risolvi?”.

“Dai, mantieni la promessa e poi diventiamo amici magari per tutta la vita. Mi servono amici che mi aiutino a semplificarmi l’esistenza, e per questo pago volentieri”.

 

Certo non è facile. Se lo fosse, l’economia di mercato non sarebbe il gioco che l’umanità ha scelto per migliorare.

Ma oggi è più complesso. Pochi soldi, poco tempo, poche energie si disperdono in mille rivoli, e richiedono azioni di personal

branding che diano una certa garanzia di successo.

A parte che di garantito, nel mondo dei default delle nazioni, c’è poco.”

S. Zanolli

 

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